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Rita, la storia del mio DOC

Rita, la storia del mio DOC - Inpsychae Studio Psicologia e Psicoterapia Roma Prati -Terapia della GESTALT - Terapie praticate Inpsychae Studio Psicologia Roma

Rita, la storia del mio DOC

Mi chiamo Rita e sono giunta in terapia con la Dott. Jole Anna Panzera dopo il suicidio di una mia amica, che ha innescato e rapidamente acuito i pensieri ossessivi generalizzandoli a più aspetti della mia vita.

Vivevo con l'angoscia di fare del male alle persone che mi erano accanto o che qualcuno facesse del male a me (sia conoscenti che non).

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Quando salivo in metro avevo costantemente paura che qualcuno potesse avvicinarsi per picchiarmi o che io potessi perdere il controllo delle mie mani e potessi malmenare qualcuno, oppure quando si avvicina mia sorella facevo molta attenzione che le mie mani fossero sempre sotto il mio controllo per paura di farle del male, ero ossessionata dalle mani che guardavo e toccavo compulsivamente per avere la certezza che non sfuggissero al mio controllo mentale.

L'apoteosi l'ho raggiunta nell'ambito lavorativo (lavoro con bambini autistici) quando in un crescendo di ansia ho pensato di essere una pedofila.

Pensiero che mi ha offuscato la mente divenendo una fonte di angoscia inesauribile.

Sono arrivata in terapia con la dott. Panzera nel momento in cui pensavo d'impazzire, avevo costantemente angoscia nel prendere i mezzi pubblici, di andare a fare passeggiate da sola, di lavorare senza essere sotto l'occhio di qualcuno che potesse osservare il mio lavoro, ero ossessionata dall'idea di essere una persona terribile.

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La terapia è stata utile:

  • a comprendere da dove partivano tali comportamenti: l'eccesso di responsabilità fin da bambina, i sensi di colpa e situazioni stressanti
  • a non permettere all'angoscia di prendere il sopravvento quando arrivano tali pensieri
  • a gestire il disturbo ossessivo compulsivo

Quando si presentavano le ossessioni ho lavorato sullo scrivere l'evento, i pensieri e comportamenti ad esso associati che venivano poi discussi in terapia.

Questo mi ha permesso di rendermi conto di ciò che mi stava accadendo, e di come tali pensieri degenerassero a causa dell'angoscia che li accompagnava. Inoltre ho trovato molto efficace ripetermi in testa il pensiero ossessivo finché diventava del tutto surreale. Inoltre è stata fondamentale la lettura di "avrò chiuso la porta di casa" di Fricke Hand che con estrema ironia mi ha aiutato a scherzare sulla mia problematica e a comprendere che il DOC era diventato un ospite assai sgradito.

La storia del mio DOC (il mio Disturbo Ossessivo Compulsivo) prosegue.

Ma più di ogni altra cosa è stato importantissimo ragionare con la terapeuta

sul fatto che la differenza tra me e un pedofilo stava nel "Piacere".

Portare nel bagno i bambini e guardarli mentre facevano pipì per avere la certezza che prendessero la carta igienica, cioè una situazione normalissima per chi lavora con i disabili era diventata nella mia testa una perversione.

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Ragionare sul fatto che non poteva essere una perversione perché io non provavo piacere nel vederli ha fatto estinguere il pensiero che mi faceva sentire spregevole.

Sono tornata ad essere serena, non ho nessun timore a prendere i mezzi né a stare accanto alla persone, lavoro tranquillamente con i bambini anche nei massimi momenti di stress.

Certo ogni tanto il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) torna a fare capolino, ma io ora so come non farlo arrivare alla mia mente.

Un ringraziamento speciale alla dottoressa Panzera per il prezioso lavoro che abbiamo fatto insieme.

La Dott.ssa Jole Anna Panzera riceve presso lo studio Inpsychae di cui, con assieme al dott. Nicola Petrocchi ne è fondatrice.

Via Marcantonio Colonna n. 44 - Roma

cell. 3383013158

mail personale: studiojpanzera@gmail.com

 

Jole Anna Panzera - MioDottore.it

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